Irlanda al voto sull’aborto

I cartelli. La campagna elettorale per l’abrogazione del divieto di aborto in Irlanda è un pullulare di cartelli. I sì e i no si sovrappongono sullo stesso palo – si usano i cartelli piccoli in piena tradizione nord europea.

In questi tweet che ho postato sabato da Dublino ho cercato di raccontarli.

Nella foto invece che ho messo in copertina (i crediti sono di Flora Iacoponi che ringrazio) la posizione per il sì viene espressa sulla porta di una delle case dello storico quartiere dei Liberties,

E poi ci sono le spille esibite, le maglie con la scritta Repeal “abroga” dove si  intende l’abrogazione dell’ottavo emendamento dell’articolo 40. Ho visto intere famiglie andare in giro domenica per il centro commerciale di Dundrum con questa “griffe” di posizionamento referendario. Tantissimi uomini e altrettante donne. Anche ragazzine.

Cosa succederà venerdì? Non è assolutamente dato saperlo. Sono partita con l’idea che il sì vincesse a mani basse. Sono ripartita piena di dubbi. Quel 20 percento di indecisi che i sondaggi continuano a dare può mettere in discussione tutto o fare arrivare a un testa a testa le due posizioni. Ci sono zone come il Donegal dove la maggioranza di dichiarazioni di voto per il no è giustificata da una mancanza di servizi di base come quelli oncologici. In buona sostanza dicono “prima quelli, poi pensiamo all’aborto”. L’Irlanda non è solo Dublino. Declan Mc Guinness è il fratello di Martin McGuinness, storico leader di Sinn Féin morto lo scorso anno ed è schierato apertamente e chiaramente contro la legalizzazione dell’aborto (Sinn Feìn è compattamente pro choice come ho spiegato in uno dei video)

Se per il sì sono schierati l’intero governo – con il primo ministro Leo Varadkar che va a fare campagna elettorale porta a porta assieme ai suoi ministri, come si racconta in questo articolo dell’Irish Examiner, fanno di certo notizia le prese di posizione per il no dell’ultima ora.

Come l’ex capo dei sindacati David Begg

Ma la presa di posizione che sta facendo storcere il naso non poco al fronte del sì è quella di John Connors. Il regista di Cardboard Gangsters, traveller e attivista impegnato nel recupero dei giovani attraverso l’arte proprio nel quartiere disagiato di Dartane alla periferia profonda di Dublino ha espresso il suo no alla legalizzazione dell’aborto. Come potete vedere da questo tweet la posizione di Connors risulta dissonante rispetto al coro di sostenitori del sì che si muove dal mondo dell’arte e della cultura, impegnatissimi a sostenere la campagna di Together for yes con eventi e manifestazioni, libri e articoli. Sull’attività cinematografica di Connors è uscito lo scorso anno un bell’articolo di Giulia Caruso per Left.

 

La visione dei sostenitori del no è che abrogando l’ottavo emendamento che riconosce i diritti della madre e del bambino che ha nel grembo alla pari quest’ultimo perda i diritti umani e legali, quest’ultima dichiarazione, che il bambino in grembo non abbia diritti legali è stata sostenuta anche nella sentenza dell’Alta corte che ha dato di fatto il via libera al Referendum. Ma esattamente le stesse argomentazioni di compassione e diritti umani sono portate avanti dal sì. Chi avrà ragione? Venerdì a deciderlo saranno con il loro voto i cittadini della Repubblica di Irlanda.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...