Chilometro zero a Dublino? Lo vendono i tedeschi

La famiglia O’Byrnes risparmia più di 300 euro al mese andando a fare la spesa nel supermercato tedesco 1.

Nel supermercato tedesco 2 vendono prodotti irlandesi a chilometro zero che sono buoni e a basso costo. Oggi ho mangiato uno di questi al parco: uova con la maionese di felici galline irlandesi. Prezzo al pubblico: un euro e cinquanta.

Non è una novità di questo Paese l’ascesa di due catene di supermercati tedeschi, Aldi (supermercato 1) e Lidl (supermercato 2).

In tempi di crisi di Tesco, che, ha aumentato i prezzi dei suoi prodotti e non è più in grado di offrire un low cost a chilometro zero, ecco che a pensarci è Dieter Schwarz, il Ceo della grande distribuzione che sta soppiantando i locali con la sua proposta di basso costo e convenienza.

Devo confessare di aver scoperto questa catena da poco, complice proprio una amica irlandese che, dopo essere stata introdotta alla nostra italica focaccia, un giorno mi manda una foto di una focaccia del Lidl venduta con tanto di ripieno. L’aveva comprata a Sligo. Incuriosita, parto a cercare un Lidl a Torino. E trovo la stessa focaccia che aveva mangiato lei. Rimango perplessa e mi chiedo: come si fa a vendere una focaccia surgelata in un posto che pullula di panetterie che ancora vendono il pane a tre euro al chilo? E’ il villaggio globale, l’apertura fino alle 21 ogni giorno e anche la domenica. Qui a Dublino ci sono due Lidl e un Aldi nel raggio di neanche un chilometro nel pieno Northside, in cui vivono tantissime persone che lavorano nelle Big companies. Hanno poco tempo per cucinare e vogliono mangiare bene. Poi ci sono quelli che invece hanno pochi soldi e si illuminano quando un pacchetto di tovaglioli che Tesco o omologhi lo fan pagare un euro – e sembra poco – qui lo trovi a 50 cent.

E che dire dei prodotti di bellezza, una linea soltanto, che viene lodata dagli specialisti in dermatologia?

Lidl come potete vedere dalla foto, si conquista credito anche grazie a una campagna pubblicitaria massiccia, come quella sulla Luas, i tram, letteralmente tappezzati di giallo e blu, il colore ufficiale della catena.

Certo, fa pensare che il successo di questi supermercati stia nella capacità di proporre con una testa globale dei prodotti locali, abbinati ad altri di uso comune a basso costo, buona qualità e che soppiantano così i grandi marchi.

E’ questo forse un modo di fare la spesa in tempi di crisi?

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