Arlene Foster: “L’accordo di pace in Nord Irlanda? Non è intoccabile”

“Le cose si evolvono anche nell’Unione Europea. L’accordo di pace del Venerdì Santo non è intoccabile”. Lo ha detto la leader del DUP, gli unionisti nord irlandesi, Arlene Foster durante una conferenza di Tory in cui Boris Johnson ha parlato da potenziale leader dei conservatori in quelle elezioni politiche che sempre più osservatori vedono per quasi certe e imminenti in Gran Bretagna.

Arlene Foster con i suoi dieci parlamentari in questo momento sta reggendo il governo fragile di Theresa May, a cui Johnson si oppone nella leadership del partito. E’ inoltre coinvolta in Nord Irlanda nello scandalo sulle energie rinnovabili, il cosiddetto cash fo ash che nel gennaio 2017 fu la goccia che portò alle dimissioni del vice primo ministro di Stormont Martin Mc Guinness, membro di Sinn Féin (Mc Guinness, già gravemente malato morì due mesi dopo).

Foster, secondo quanto riporta il Daily Telegraph, avrebbe stigmatizzato l’atteggiamento negativista sulla Brexit, portato avanti in Nord Irlanda da chi ha votato Remain. Non considerando il fatto che qui la maggioranza dei cittadini, il 56 percento, ha votato per restare dentro l’Unione Europea, e, secondo un recente sondaggio di opinione i favorevoli a restare all’interno dell’Europa, dopo più di due anni dal Referendum, sarebbero saliti al 69 percento. “Ci siamo concentrati troppo sui possibili disastri economici a livello irlandese – ha detto – senza considerare le opportunità nei rapporti con l’UK”.

Che cosa possa succedere se si arrivasse a marzo 2019 senza accordo tra Europa e UK in Nord Irlanda è ancora una domanda senza risposta. Di certo queste affermazioni, a Parlamento di Stormont ancora chiuso, non fanno altro che complicare una situazione di per sé difficilissima. La mediazione dell’Europa vent’anni fa fu uno degli elementi fondamentali per portare la pace in Nord Irlanda.

 

(Credits photo: @Francesca Lozito, Derry, settembre 2017 Hoods out vuol dire: fuori da qui è zona degradata)

La Brexit e il nodo del Border

Chissà che cosa avrebbero pensato gli abitanti della città di Newry, a cui riferisce questa foto, se avessero saputo che un giorno si sarebbe tornati a parlare di confine che corre tra la Repubblica di Irlanda e le sei contee del Nord rimaste alla GranBretagna. Newry non è un luogo a caso: è esattamente a metà strada tra Belfast e Dublino. Ed è nel Nord. Ma si parla già Irish language, anche nei cartelli per strada.

La Brexit va dunque avanti ma il nodo del Border resta. Il ministro della giustizia della Repubblica di Irlanda Simon Coveney ostenta ottimismo in questo tweet. 

Ma si attende la risposta dalla politica nord irlandese, sia di parte Repubblicana che Unionista. In un braccio di ferro che da più di un anno vede questa parte dell’Isola senza governo