Irlanda nella tempesta per lo screening all’utero

Lo hanno dato in appalto ad una società statunitense lo screening alla cervice uterina in Irlanda. Ed ora che è emerso che il programma di prevenzione non è stato condotto in modo corretto, dopo che 17 donne sono morte di questo tumore, nella tempesta è finito il ministro della Salute Simon Harris. La responsabile del programma di prevenzione dell’HSE, il sistema sanitario irlandese, Grainne Flannelly, si è dimessa. Più di 1500 donne sono rimaste fuori dalla prevenzione.
Il Governo ha messo in piedi una commissione di indagine sulla vicenda. Quante donne avrebbero potuto essere curate in tempo? 208 quelle che sono state ascoltate.
Il report sull’indagine dovrebbe essere reso noto a giugno. Poche settimane dopo il referendum sull’aborto, la cui campagna delle ultime tre settimane è stata oscurata in questi giorni dallo scandalo dei test falsati.

Su Vatican Insider scrivo di homeless

Ho incontrato padre Peter Mc Verry a febbraio in una mattina di sole a Dublino. Mi ha colpito la sua serenità. Oltre, naturalmente, alla infinita modestia.
“Ma Peter Mc Verry è proprio lei?” ho chiesto sull’uscio di casa?
Mi ha risposto sì come la cosa più normale del mondo.
Avere a che fare con gli homeless a Dublino è un impegno grosso. Ed è una lotta per la dignità sociale. Ringrazio Vatican Insider per aver scelto di pubblicare questo mio articolo in cui racconto padre Peter la sua trust e il mondo dei senza casa in Irlanda. Lo potete leggere qui

(pic by Robert Carroll)

 

Quante case vuote a Dublino?

La Peter Mc Verry trust, associazione che si occupa di sostenere gli homeless ha lanciato nei giorni scorsi una app per tracciare le case vuote a Dublino.

Si chiama Reusing Dublin e permette di avere un quadro di quanti edifici vuoti ci sono in una città che sta conoscendo una crescita incredibile negli ultimi anni. Per la presenza di persone da tutto il mondo che sono venute a lavorare nel settore dell’Information tecnology. E negli ultimi mesi perché tanti ragazzi scelgono Dublino al posto di Londra per fare una esperienza di studio o di lavoro.

Secondo Ronan Lyons, professore di economia al Trinity college ed autore dell’ultimo report sull’abitare nella capitale della Repubblica l’offerta degli affitti è calata a 1350 appartamenti, il 15 percento in meno solo di febbraio.

E intanto gli homeless sono arrivati alla cifra record di 10 mila. Tantissimi.

De André a Dublino

Fabrizio De André a Dublino. Mi sono subito entusiasmata alla sfida che un gruppo di persone, italiane che ho conosciuto andando ad ascoltare concerti a Dublino ha lanciato in questi giorni con tanta passione. Perché mi piacciono le sfide che fanno incontrare la nostra terra musicale, l’Italia, con quello straordinario mondo musicale irlandese che è fatto di identità, di sperimentazione (ascoltate le Saint Sister, ne parleremo presto!) e senso di un popolo.

Così io sono proprio curiosa di ascoltare questo De André che verrà cantato a Dublino a giugno. E vi invito a partecipare se siete in zona. Nel manifesto troverete tutte le indicazioni.

Cosa sai del Referendum sull’aborto?

Il 25 maggio in Irlanda si terrà un Referendum sull’aborto.

Cosa bisogna sapere?

1.In Irlanda l’ottavo emendamento dell’articolo 40 della Costituzione dice che madre e bambino in grembo hanno gli stessi diritti.

2.Questo emendamento è stato introdotto nel 1983.

3. Da allora l’aborto in Irlanda è illegale.

4. Nello stesso tempo la fecondazione assistita non è regolamentata.

5. Dove abortiscono le donne irlandesi? In Inghilterra.

6. Nel 2013 è stato introdotta una legge, a seguito di un grave caso di cronaca, che ammette l’aborto nel momento in cui la vita della madre è a rischio.

7. Se il Referendum passasse il Governo approverebbe una legge per regolamentare l’aborto. Con una mossa a sorpresa il ministro della Giustizia, Simon Coveney, il numero due del Governo in Irlanda è passato dal difendere l’ottavo emendamento a dire che potrebbe essere possibile estendere la possibilità di aborto oltre la dodicesima settimana. Questo passo è visto come una forzatura anche all’interno del mondo favorevole all’abolizione del divieto di aborto (questa parte del post sarà soggetto ad aggiornamenti)

8 Il Taioseach, il primo ministro Leo Varadkar, liberale come Coveney, inizialmente ha tenuto una posizione di equilibrio tra le due parti. Ma nei giorni scorsi durante la visita negli Stati Uniti ha affermato che al Referendum passerà il sì e che verrà approvata presto una legge

9. Lo scorso anno la Citizen’s Assembly, una assemblea di 99 cittadini rappresentativi di tutte le contee della Repubblica di Irlanda ha condotto una serie di sedute in cui ha ascoltato esperti della materia e elaborato delle raccomandazioni finali: in queste si chiede che l’ottavo emendamento non venga cancellato ma sostituito. Sono stata ammessa lo scorso anno come uditrice ad una delle sessioni della Assembly.

10.  Secondo l’Economist da quando è iniziata la campagna referendaria sarebbero comparsi nuovi account che parlano di aborto. Storyful, un’agenzia di controllo contenuti sui social che ha sede proprio a Dublino mette in guardia dal fatto che molti di questi account sono stati aperti oltre oceano e sono collegati a far right, anti liberal e pro Trump accounts.

(ultimo aggiornamento 27 marzo, 13.22 italiane)

 

 

L’Irlanda che aspetta il Papa

Oggi durante l’udienza generale del mercoledì il Papa ha annunciato che ad agosto, il 25 e il 26 sarà a Dublino. Queste parole, attese, hanno avuto una grossa eco in tutta l’isola.

Sono passati infatti 39 anni dall’ultima visita di un Papa in Irlanda: l’ultimo è stato St. John Paul II e ogni irlandese ha una memoria chiara di dove si trovasse nel momento in cui Giovanni Paolo II attraversò l’isola.

Se lo ricorda Paddy, che fa il tassista e si arrampicò su una cabina telefonica che oggi non c’é più, ma di cui ricorda il punto esatto e me lo indica per la strada verso l’aeroporto. Se lo ricorda Gerard che fa il tecnico audio al Parlamento “io e la mia famiglia facemmo cadere petali di fiori sulla strada per Knock al passaggio del Papa”.

Il santuario Knock è la Loreto degli irlandesi.

Nel 1979 Papa Giovanni Paolo II non potè visitare il Nord Irlanda che allora era nel pieno dei Troubles. Oggi i tempi sono davvero maturi per questa storica visita: recentemente anche la parte protestante delle sei contee ha espresso il suo favore per l’eventuale arrivo di Papa Francesco. Il Comune di Belfast ha votato qualche mese fa una mozione ufficiale di invito. Anche se la leader degli Unionisti, Arlene Foster ha affermato che accoglierebbe il Papa “come un capo di stato qualsiasi”. E non è un anno qualunque il 2018: si celebreranno infatti tra pochi giorni i 20 anni dalla sigla del Good friday Agreement, l’accordo che ha segnato un processo di pace non ancora finito.

Bisogna essere stati nel profondo Nord Irlanda per capire quanto una visita del Papa sarebbe importantissima: è un sogno pensare a una dichiarazione congiunta tra protestanti e cattolici per la rimozione definitiva dei muri di interposizione a Belfast?

Di questo paradosso conficcato nel cuore dell’Europa come un cuneo ne ho raccontato in questo reportage che ho scritto per Inform-ant un anno fa.

Fa molto pensare come i primissimi commenti che gli irlandesi hanno scritto su twitter siano tutti dedicati all’assenza del Nord nelle sue intenzioni di visita.

 

Per correttezza va infatti detto che quello che è stato reso noto  oggi non è assolutamente il programma ufficiale del viaggio. Le due tappe annunciate oggi  dai vescovi irlandesi, il Festival di Croke park e la Messa a Phoenix park sono solo i due momenti in cui il Papa prenderà parte all’incontro mondiale delle famiglie. A un mese dalla visita, invece, si saprà nello specifico il programma del viaggio.

Trinity, ripetenti a pagamento?

#TakeBackTrinity: è questo l’hashtag della protesta che gli studenti del Trinity College di Dublino hanno lanciato in risposta alla decisione di mettere una tassa per la ripetizione degli esami: 450 euro.

Un gruppo di ragazzi dell’Unione degli studenti ha occupato la storica Dining Hall. L’82 percento dei 3500 studenti è infatti contrario alla decisione.

 

In un tweet il “Provost” del Trinity (figura accademica dei Paesi anglosassoni, l’amministratore e direttore, ndr) ha promesso che questa decisione verrà riconsiderata trovando nuove soluzioni.

Ma rimane aperta la questione del diritto all’istruzione. Gli studenti gridano “no more fee”: se il Trinity metterà comunque una tassa di sicuro protesteranno ancora.

Qui in un tweet di Home sweet home Ireland un momento della protesta.