Irlanda nella tempesta per lo screening all’utero

Lo hanno dato in appalto ad una società statunitense lo screening alla cervice uterina in Irlanda. Ed ora che è emerso che il programma di prevenzione non è stato condotto in modo corretto, dopo che 17 donne sono morte di questo tumore, nella tempesta è finito il ministro della Salute Simon Harris. La responsabile del programma di prevenzione dell’HSE, il sistema sanitario irlandese, Grainne Flannelly, si è dimessa. Più di 1500 donne sono rimaste fuori dalla prevenzione.
Il Governo ha messo in piedi una commissione di indagine sulla vicenda. Quante donne avrebbero potuto essere curate in tempo? 208 quelle che sono state ascoltate.
Il report sull’indagine dovrebbe essere reso noto a giugno. Poche settimane dopo il referendum sull’aborto, la cui campagna delle ultime tre settimane è stata oscurata in questi giorni dallo scandalo dei test falsati.

Gavin Glass, la musica dei trenta “qualcosa”

Musicista, produttore, Gavin Glass lo abbiamo conosciuto in Italia per essere stato uno dei componenti della band di Lisa Hannigan

“Lisa è super!” dice sorridendo.

E Gavin è sicuramente una persona simpatica che ha da poco pubblicato un nuovo lavoro “Thirty somethings”. Una riflessione su un passaggio di età, ma anche molti spunti sull’Irlanda di oggi.

Durante la videochiamata per spiegarmi che cos’é la musica in Irlanda mi mostra una moneta da un euro “Lo vedi che cosa c’é qui sopra?”. Un’arpa celtica.

E parliamo della Dublino da diecimila band. “Ma non tutti possono permettersi di vivere nella capitale. Ci sono musicisti che vengono dalla provincia, da posti come Limerick e percorrono chilometri per tornare a casa la sera”.  Ed è inevitabile parlare anche della situazione degli affitti delle case e degli homeless, che in Irlanda possono anche avere un lavoro, ma non tale da permettersi un costosissimo affitto che può arrivare a 1000 euro per un posto letto in condivisione.

Gavin registra la loro musica ogni giorno “Passo gran parte del giorno così”. Poi c’é la sua famiglia, il suo cane, che vuole portare in tour con lui. Sarà in giro per il nord Europa, ma non per ora in Italia.

Quale musica gli piace di più “Non c’é un genere in particolare. Per me la musica si divide in brutta e bella”.

Secondo me la sua fa parte della seconda categoria. Sentite qui.

 

La pace di Belfast dopo 20 anni riguarda anche te

La prima volta che sono stata a West Belfast una donna del posto mi ha lasciata nella parte protestante. In mezzo al nulla. Ho camminato per tutta la linea del muro e al primo varco sono passata dall’altra parte. Ho sempre preso quel gesto come un segno di quello che avrei imparato a fare tutte le volte che sarei tornata: guardare da una parte e dall’altra del muro.
Muro che non è solo una decorazione con dei bei murales. Muro che corre per chilometri e divide ancora oggi i quartieri. E che chiude i suoi cancelli la sera.

Così ho imparato a guardare negli occhi gli stessi disoccupati a Shankill come nelle Falls che durante il giorno stanno sulla porta delle loro case passando il tempo. Ho incontrato le stesse ragazze madri.
A Derry ho abbracciato donne protestanti e cattoliche che mi hanno voluto lo stesso bene. Perché prima di tutto si vogliono bene tra loro. Oggi ne ho scritto qui per Vatican Insider e devo dire davvero grazie a questa testata perché nel silenzio dei media italiani ha detto sì a parlare di pace oggi.
Nella campagna di County Derry ho conosciuto un prigioniero di Long Kesh che mi ha spiegato come “noi di campagna per sopravvivere alla follia che abbiamo vissuto siamo tornati a lavorare in campagna. Lavorare ci ha salvati dall’impazzire”.
Ho conosciuto Quintin Oliver, figlio di una quacchera, minacciato dall’IRA negli anni del conflitto ed ho amato e iniziato a sostenere il suo rivoluzionario progetto di riportare alla vita la Carnegie Old Park Library con progetti per entrambe le comunità. Vicky Cosstick una straordinaria donna inglese, cattolica, visionaria della pace mi ha insegnato tanto di quello che ho scritto in questi anni.

Della Carnegie e dei muri ne ho scritto qui
Tutto questo non riguarda solo me e la mia voglia di conoscere il Nord Irlanda fin da quando ragazzina ascoltai per la prima volta Belfast Child dei Simple Minds  E così iniziai a leggere Silvia Calamati su Avvenimenti con le sue cronache scritte in mezzo alla Comunità. Tutto questo non riguarda solo me perché la prima volta che sono stata al Free Derry Museum ho pianto a dirotto perché mi sono sentita vicinissima a quel popolo che ha avuto morti senza senso.
Tutto questo riguarda anche te che mi stai leggendo nella misura in cui ti riguarda ogni luogo della terra in cui ogni giorno a fatica la pace e la riconciliazione sono una scommessa. Riguarda anche te in un tempo in cui i conflitti li guardiamo da lontano, come in Siria o in Yemen. Ce ne sono stati anche vicini a noi.
Riguarda te ogni volta che incontri una persona che ha vissuto e sofferto sotto le bombe o nella guerriglia a Belfast come a Sarajevo.
Riguarda noi perché dobbiamo insegnare ai ragazzi che cosa abbiamo visto e conosciuto nella fortuna di non essere una generazione in guerra: uomini e donne che hanno sofferto e, resilienti, sono andati avanti. E li abbiamo sentiti fratelli della stessa nostra comune umanità.
Riguarda noi come cittadini europei: la Brexit non deve distruggere gli accordi di pace e non deve dare un facile appoggio alla riaccensione di azioni di conflitto destabilizzanti da parte di quelle sparute fazioni di paramilitari che non hanno accettato 20 anni fa il disarmo.
Riguarda noi come cittadini di un mondo dove vogliamo che la democrazia cresca. E che non vengano costruiti altri muri.
Riguarda noi perché i muri di Belfast devono andare giù molto presto e deve tornare il governo. Bill Clinton, che nella firma degli accordi di pace è stato una delle figure determinante questa mattina nel suo discorso di celebrazione a Belfast ha dato l’ultimatum alla politica nord irlandese: “O rifate un governo o potreste languire nel Purgatorio o ritornate nell’infermo”.
Ha detto inoltre che “Il Good Friday agreement – che ha permesso di governare ad entrambe le parti che si sono scontrate nel conflitto, Unionisti e Repubbilcani – non è stato un accordo di maggioranza ma di democrazia”.
E, soprattutto ha detto “la riconciliazione non è un evento. E’ un processo”.
Questo dobbiamo avere ben in mente quando andiamo a Belfast e a Derry, due bellissime città. E dobbiamo continuare ad andarci.
Per questo la pace del Nord Irlanda ci riguarda.

Su Vatican Insider scrivo di homeless

Ho incontrato padre Peter Mc Verry a febbraio in una mattina di sole a Dublino. Mi ha colpito la sua serenità. Oltre, naturalmente, alla infinita modestia.
“Ma Peter Mc Verry è proprio lei?” ho chiesto sull’uscio di casa?
Mi ha risposto sì come la cosa più normale del mondo.
Avere a che fare con gli homeless a Dublino è un impegno grosso. Ed è una lotta per la dignità sociale. Ringrazio Vatican Insider per aver scelto di pubblicare questo mio articolo in cui racconto padre Peter la sua trust e il mondo dei senza casa in Irlanda. Lo potete leggere qui

(pic by Robert Carroll)

 

Quante case vuote a Dublino?

La Peter Mc Verry trust, associazione che si occupa di sostenere gli homeless ha lanciato nei giorni scorsi una app per tracciare le case vuote a Dublino.

Si chiama Reusing Dublin e permette di avere un quadro di quanti edifici vuoti ci sono in una città che sta conoscendo una crescita incredibile negli ultimi anni. Per la presenza di persone da tutto il mondo che sono venute a lavorare nel settore dell’Information tecnology. E negli ultimi mesi perché tanti ragazzi scelgono Dublino al posto di Londra per fare una esperienza di studio o di lavoro.

Secondo Ronan Lyons, professore di economia al Trinity college ed autore dell’ultimo report sull’abitare nella capitale della Repubblica l’offerta degli affitti è calata a 1350 appartamenti, il 15 percento in meno solo di febbraio.

E intanto gli homeless sono arrivati alla cifra record di 10 mila. Tantissimi.

Buona Pasqua

Per augurare Buona Pasqua a tutti le parole del primate della Chiesa in Irlanda Eamon Martin rappresentano una occasione di riflessione della realtà irlandese oggi. Gli homeless, i senza casa e gli abusi sono al centro del suo messaggio per questa Pasqua

La zuppairlandese fa questi auguri propri e li rilancia a tutti voi!

“Circolo di famiglie” è un termine che coglie il senso di unica vicinanza e connessione che la famiglia rappresenta. Molte famiglie in Irlanda hanno bisogno di essere avvolte nel cerchio della benedizione di Dio e della sua capacità di guarigione. La realtà dei senza tetto e il flagello della violenza domestica e degli abusi in questo Paese ci ricordano fortemente che non possiamo contare sulla nostra benedizione o dare per scontato l’amore e il sacrificio che sono necessari per tenere salda una famiglia e una casa assieme. (…) Tenendo questo ben in mente chiedo al Signore risorto di benedire con speranza e amore questa Pasqua le famiglie e le case d’Irlanda.
Eamon Martin primate della Chiesa in Irlanda
The term ‘family circle’ captures that sense of unique closeness and connection which Family represents. Many families in Ireland, however, are greatly in need of being “circled” around with God’s blessing and healing. The reality of homelessness and the scourge of domestic violence and abuse in this country are stark reminders to us never to count our blessings or take for granted the love and sacrifice that are necessary to hold family and home together.(…) With this in mind, I ask the Risen Lord to bless with hope and love this Easter the families and homes of Ireland